lunedì 2 marzo 2009

Fiction or Reality?

Uomo di novembre o uomo di marzo???...
Siamo sempre più ancorati alle nostre fantasie che non riusciamo più ad affrontare la realtà? O forse preferiamo vivere in questa realtà virtuale per non sentirci delusi e disillusi?
In un mondo in cui il cinico va di moda e i rapporti reali sono quelli finti e pieni di compromessi e menzogne mentre quelli virtuali sono puri e sinceri si può ancora pensare di potersi innamorare e che l’amore vinca su tutto?
È possibile innamorarsi virtualmente di una persona?

Queste domande se le pone una che viene definita “naif” dai barboni oppure Amelie dagli amici e in generale viene considerata una che va esattamente nella direzione opposta rispetto agli altri…un po’ come il cantante dei Verve in un famoso video.
Il “contatto fisico” è ancora importante ma siamo troppo pieni di tabù e non capaci di avere un confronto vero e paritario con l’altro sesso. Preferiamo accontentarci di un veloce contatto giocando a nascondino piuttosto che tentare di entrare in contatto profondo con l’altro. Così il contatto sarà piacevole quanto una caramella balsamica che, finito il suo effetto, lascerà solo l’amaro in bocca!
Io preferisco astenermi da questa tipologia di rapporti e puntare su un confronto di cervelli e anime, non mediato dalla fisicità. Un semplice scambio di idee, esprimere pensieri e sentimenti e ascoltare pensieri e sentimenti altrui. Lo so, sono proprio retrò!
Sarà anche la mia veneranda età, ma voglio che quel click, quella scintilla scatti prima di tutto nel mio cervello. Crediate sia possibile?
A me è successo. Un contatto virtuale e mentale ma appagante quanto (e forse più) di uno fisico. Vi starete chiedendo perché allora non ci sia stata un’evoluzione. Forse perché fisicamente non c’è attrazione, o perché si ha paura di restarne delusi o ancora perché vi è una sorta di patto tra i due che impone l’assenza di un coinvolgimento.
I rapporti reali, ascoltando le confessioni di alcuni amici, sono spesso vissuti come “doveri morali”. Si fa una cosa solo per senso del dovere, per l’apparenza, non perché fa piacere all’altro. Rapporti privi di amore, di rispetto e confronto paritario da cui si cerca di fuggire virtualmente e, a volte, anche realmente. Si dimentica il motivo per cui si sta insieme ma si continua a vivere in superficie un rapporto logoro e decrepito destinato a crollare. Ma perché? Non è meglio star soli arrivati a questo punto?
Certo ci sono le eccezioni. Rapporti reali e veri in cui il nostro Cupido lavora alacremente e non tenta di suicidarsi. Beati voi, davvero, perché siete baciati dalla fortuna.
Quindi, se non fate parte di questa fetta di “amici di Cupido”, credete sia meglio rifugiarsi in una “fiction”, fatta di virtualità, di riflessione, di sogni, di parole ma anche di illusioni (credute reali) oppure affrontare una realtà, fatta di amanti di caramelle balsamiche, fobici di rapporti seri, persone prive di curiosità e mordente??

martedì 28 ottobre 2008

Il mio uomo

RITRATTO di UN UOMO che forse non esiste…

Vorrei essere la sua compagnia, l’amica, l’amante,
non per forza essere chiamata la sua ragazza
(perché non chiamarmi solo con il mio nome di battesimo?).
Nn mi servono anelli al dito, ne ho già uno e mi basta quello. È la fede di mia nonna.

Non mi servono definizioni o etichette per dare valore e forma ad un rapporto.
Voglio una persona che sappia ridere di sé, di me e della vita,
che mi sia vicina in un momento di gioia come in uno di dolore
con la stessa piena partecipazione e trasporto.

Un compagno con cui giocare una partita che vorresti non finisse mai,
simile ad un giocoliere che riesce con abilità a far ruotare tutti gli attrezzi che ha nelle mani.

Un uomo che rida con intelligenza,
che si svegli la mattina con la gioia di un bambino di 3 anni,
che abbia sogni e speranze,come me
anche se essi sono impossibili da realizzare.

Uno che abbia l’innocenza e la spontaneità nel pensiero e nell’azione
ma sappia comunque prendere decisioni da adulto.
Un uomo che abbia ideali e valori saldi come roccia e
per i quali sia disposto a combattere fino allo stremo delle sue forze.

Un uomo che parli con tranquillità di sé come di qualsiasi argomento,
che si confidi con me, che mi sveli poco alla volta i suoi segreti e
riesca a scoprire i miei giorno per giorno senza avere fretta.

Un uomo che non mi consideri un oggetto di sua proprietà,
ma che sia fiero di me come se fossi sua figlia
e riesca ad essere felice anche per i miei successi.

giovedì 18 settembre 2008

Amare



Un’alba meravigliosa
La luce che esplode pian piano
Rugiada mista a lacrime amare
Il freddo, il buio, il vuoto lacerante
Poi d’improvviso la luce solare.


Il cervello manda vani impulsi
Perché ormai è il cuore a
comandare ogni singolo movimento.
L’energia di tutta la natura
È racchiusa in un misero
Corpo umano che si eleva ora
Ad angelo del Signore.


Nulla è più possibile
Nulla più ci spaventa,
neanche la morte può fermare
questo slancio che va oltre il cielo.


Le mani ci tremano ma continuiamo
A stringerle per farci forza.
La rabbia ci sale dentro ma
Cerchiamo di contenerla
In un alveo ormai stanco e malato
Che cederà al primo colpo
Più viscido e vergognoso.
La gioia invece è assaporata
Piano e dolcemente, a volte
Rapidamente e avidamente.


Mille parole galleggiano ma
Saranno sempre poche quelle
Che riusciremo a dire.
La vita ci sembra completamente
Nostra ma è solo una piccola
Illusione che finirà presto.
I nostri sensi si acutizzano
Le percezioni diventano violentissime e
La nostra sensibilità è un lago
In cui tutti potranno bere avidamente.


Potremmo volare se qualcuno ci desse
Un paio di ali e ce le legasse bene
Al corpo oppure se
qualcuno volasse con noi.


La luna è solo un grande occhio e
Le stelle non brilleranno mai
Come due occhi umani.
Solo questo calore potrà
Scaldarci sempre.

Il fantastico mondo di "Cravattino"

IL FANTASTICO MONDO DI..."Mister-io-sono-il migliore"



Libero adattamento del film “Il fantastico mondo di Amelie”


Un giorno d’autunno in una piccola cittadina emette il primo vagito un bimbo dalle potenzialità ancora sconosciute…neanche i suoi genitori sospettano lontanamente la peculiarità di questo piccolo esserino. Lo educano normalmente come hanno fatto per la prima figlia sperando di conseguire i medesimi risultati ma non sanno che in lui è già radicato il sentimento di “lupo solitario”.
Il bimbo inizia a parlare molto precocemente, all’incirca prima di aver compiuto un anno di età, e la prima parola che emette è…IO, non mamma o al massimo papà come fanno gli altri pargoli! Sarebbe stato troppo omologante pronunciare parole come “mamma” o “papà”! Gioca da solo con le costruzioni, o con qualsiasi altro oggetto, fantasticando su un loro possibile utilizzo diverso da quello consueto e continua ad imparare nuovi vocaboli e a parlare sempre con più frequenza tanto che i suoi genitori e sua sorella non vedono l’ora che si addormenti per avere un po’ di sollievo per le loro orecchie! Cercano di farlo interagire con i figli dei loro vicini, ma niente da fare. Non gioca e non parla con loro e si mette in un angolo ad osservarli. Decidono allora di comprare un cane o un gatto ma pensano che sarebbero necessarie troppe cure e optano per un pesce rosso. Il bambino è contentissimo! Finalmente ha qualcuno con cui scambiare una conversazione costruttiva! Passa delle ore a parlare con il suo nuovo amico, inventa storie per lui e si diverte a vederlo nuotare nella sua boccia. Magari già lo invidia un po’ perché lui può stare tranquillamente da solo e non essere costretto a interagire con altri. Cosa invece che il piccolo Mister è costretto a fare quando inizia ad andare a scuola.
Primo giorno di scuola… non è triste né piange quando i suoi genitori lo lasciano lì ma è abbastanza seccato. Si sceglie un posto in un banco singolo vicino alla finestra e abbastanza lontano dalla cattedra della maestra, si siede e si guarda intorno. Vede una bella bambina nel banco vicino al suo e…miracolosamente decide di parlarle! Le dice: “sai che io non ho neanche un amico tranne il mio pesce rosso?” . La bambina lo guarda interdetta e dice: “mi dispiace per te ma io ho tanti amici!”. È l’inizio della sua vita A-sociale.
Ma è un bambino molto intelligente, ascolta la sua maestra, fa i suoi compiti insomma non ha problemi di apprendimento. Ma continua a “snobbare” i suoi compagni di classe nonostante i tentativi della maestra di coinvolgerlo in lavori di gruppo o in altre attività extra-scolastiche. Rivolge la sua attenzione solo ad alcune delle sue compagne che pazientemente lo ascoltano raccontare le sue storie fantastiche. Saranno le prime strategie di un playboy incallito?…
Ai posteri l’ardua sentenza!
L’unica attività extra-scolastica che lo coinvolga è la recita di fine anno.Gli brillano gli occhi appena sente che la maestra inizia a parlarne. Naturalmente è sempre lui ad avere la parte principale sia per le sue straordinarie capacità dialettiche sia per la sua notevole capacità espressiva. Gli altri bambini lo odiano per questo.
Intanto passano gli anni e il piccolo Mister cresce. Inizia anche a scrivere le sue fantastiche storie e ad annotare le sue conquiste femminili.
Sono arrivati gli anni della scuola superiore. Si iscrive a Ragioneria. Continua a recitare negli spettacoli allestiti dalla sua scuola, arrivano le prime fidanzate e i suoi scritti aumentano di spessore. Dopo il diploma si iscrive a Legge ma decide di seguire a Roma la sua ragazza per tentare la carriera di attore.
Riesce a farsi strada nel mondo dello spettacolo e si mantiene svolgendo i lavori più disparati. Fa anche un’esperienza di animatore in villaggi turistici ma rimane sempre fedele al suo credo di “lupo solitario”. Poi decide di tornare nella sua città natale e di lasciare Legge per iscriversi a Scienze della Comunicazione, facoltà più consona alle sue ambizioni.
Si sviluppa sempre più in lui l’idea che una relazione con altre persone sia possibile solo sulla base di prestazioni professionali. Gli altri non lo capiscono, non lo sopportano, lo evitano e lui finisce per corazzarsi sempre di più nel suo tranquillo “mondo a parte”. Non ha amicizie maschili ma solo conoscenze. Ha qualche amica con cui si vede saltuariamente, se proprio deve capitare.
Ma vediamo un po’ nei dettagli la sua giornata tipo:

· Sveglia ore 9:00
· Studio in facoltà ore 10-13
· Pranzo
· Studio in facoltà ore 15-19
· Palestra ore 19-21
· Cena
· Visione film/scrittura del suo libro/compilazione note sulle sue conquiste
· Nutella a volontà (che passione!)

Il programma viene variato giornalmente nel momento in cui ha le prove per il suo ultimo spettacolo teatrale oppure se riesce, con grande fatica, a trascinarsi fuori di casa per approcciare/parlare con un essere di sesso femminile che stranamente ha catturato la sua attenzione o che ha la pazienza di sopportarlo almeno per una serata! Altrimenti se proprio scappa, passa la serata in un locale, dove si reca rigorosamente da solo, ad osservare le persone, bere qualcosa, parlare con le ragazze. Certo non vi si reca per divertirsi…non sia mai! È solo un’attività osservativa – dialettica che forse potrà essergli utile nel suo lavoro.


Siamo davanti ad un bohemien?Ad un “lupo solitario”?o semplicemente evita il contatto con gli altri perché ha paura di esserne deluso? Il “fantastico mondo di Mister-io-sono-il-migliore” continuerà a stupirvi………………………abbiate fede e pazienza!…….

lunedì 25 agosto 2008

Sex and The City






















Unico nel suo genere, costituisce una pietra miliare per le 30 enni di oggi.


Offre sempre nuovi e interessanti spunti di discussione e prospettive da cui vedere e/o interpretare il districato mondo delle relazioni sentimentali/sessuali.


Lo sfondo di una città magica quale N.Y. rende la visione di questo telefilm ancora più allettante per una come me che ha sempre sognato (dalla tenera età di 6 anni) di poter vedere la Big Apple.

Tra le protagoniste vengo spesso paragonata a Charlotte. I tratti che ci avvicinano sono l'innocenza, il candore, la fervida fantasia, la visione romantica della vita, l'ottimismo, l'eleganza nei modi...anche se lei è un po' troppo snob per i miei gusti. Io sono invece molto alla mano: tra le persone che conosco si passa da un barbone a Lilian Thuram!!!

giovedì 21 agosto 2008


BREAKFAST AT TIFFANY'S (Colazione da Tiffany)
Film cult con un'indimenticabile canzone "Moon River".
La protagonista (Holly) è uno dei personaggi più belli nella storia del cinema: vive alla giornata senza radici, in un appartamento ancora non finito di arredare, con un gatto a cui si rifiuta di dare un nome ("...noi due non ci apparteniamo.."), partecipando a party in cui incontra uomini "vermi e super-vermi" che le danno 50 $ per la toilet e trovando pace per le sue "paturnie" solo da Tiffany. Quindi un personaggio sopra le righe che vive in un mondo suo, che non vuole appartenere a nessuno perchè "si è creato una gabbia" da cui è difficile uscire. Sarà Paul, lo scrittore che abita nell'appartamento sopra di lei a riuscire in quest'impresa,facendo uscire Holly dalla sua gabbia.
Ecco il testo di "Moon River":
Moon River wider than a mile,
I'm crossing you in style someday.
Oh, dream maker, you heartbreaker, wherever you're going I'm going your way.
Two drifters off to see the world,
there's such a lot of world to see.
We're after the same rainbows end,
and waiting round the bend,
my huckleberry friend, Moon River, and me

GILMORE GIRLS (Una mamma per amica)
E' uno dei miei telefilm preferiti per la freschezza e l'ironia dei dialoghi, per il rapporto idilliaco madre-figlia, per i riferimenti costanti a film, canzoni, ecc della cultura pop anni '80-'90.
Quasi tutti i ragazzi lo detestano...conosco solo uno che lo apprezza, forse solo per la bellezza di Lorelai!!
Comunque ho un'amica che è la fotocopia di Lorelai, giuro!
Poi adoro la piccola provincia americana come la Stars Hollow del telefilm!
Come diceva Richard Gere in "Pretty Woman" riferendosi all'opera:
"...chi la vede per la prima volta o la ama per sempre o imparerà ad apprezzarla ma non l'amerà mai..."
Diciamo che per questo telefilm è la stessa cosa...