Uomo di novembre o uomo di marzo???...
Siamo sempre più ancorati alle nostre fantasie che non riusciamo più ad affrontare la realtà? O forse preferiamo vivere in questa realtà virtuale per non sentirci delusi e disillusi?
In un mondo in cui il cinico va di moda e i rapporti reali sono quelli finti e pieni di compromessi e menzogne mentre quelli virtuali sono puri e sinceri si può ancora pensare di potersi innamorare e che l’amore vinca su tutto?
È possibile innamorarsi virtualmente di una persona?
Queste domande se le pone una che viene definita “naif” dai barboni oppure Amelie dagli amici e in generale viene considerata una che va esattamente nella direzione opposta rispetto agli altri…un po’ come il cantante dei Verve in un famoso video.
Il “contatto fisico” è ancora importante ma siamo troppo pieni di tabù e non capaci di avere un confronto vero e paritario con l’altro sesso. Preferiamo accontentarci di un veloce contatto giocando a nascondino piuttosto che tentare di entrare in contatto profondo con l’altro. Così il contatto sarà piacevole quanto una caramella balsamica che, finito il suo effetto, lascerà solo l’amaro in bocca!
Io preferisco astenermi da questa tipologia di rapporti e puntare su un confronto di cervelli e anime, non mediato dalla fisicità. Un semplice scambio di idee, esprimere pensieri e sentimenti e ascoltare pensieri e sentimenti altrui. Lo so, sono proprio retrò!
Sarà anche la mia veneranda età, ma voglio che quel click, quella scintilla scatti prima di tutto nel mio cervello. Crediate sia possibile?
A me è successo. Un contatto virtuale e mentale ma appagante quanto (e forse più) di uno fisico. Vi starete chiedendo perché allora non ci sia stata un’evoluzione. Forse perché fisicamente non c’è attrazione, o perché si ha paura di restarne delusi o ancora perché vi è una sorta di patto tra i due che impone l’assenza di un coinvolgimento.
I rapporti reali, ascoltando le confessioni di alcuni amici, sono spesso vissuti come “doveri morali”. Si fa una cosa solo per senso del dovere, per l’apparenza, non perché fa piacere all’altro. Rapporti privi di amore, di rispetto e confronto paritario da cui si cerca di fuggire virtualmente e, a volte, anche realmente. Si dimentica il motivo per cui si sta insieme ma si continua a vivere in superficie un rapporto logoro e decrepito destinato a crollare. Ma perché? Non è meglio star soli arrivati a questo punto?
Certo ci sono le eccezioni. Rapporti reali e veri in cui il nostro Cupido lavora alacremente e non tenta di suicidarsi. Beati voi, davvero, perché siete baciati dalla fortuna.
Quindi, se non fate parte di questa fetta di “amici di Cupido”, credete sia meglio rifugiarsi in una “fiction”, fatta di virtualità, di riflessione, di sogni, di parole ma anche di illusioni (credute reali) oppure affrontare una realtà, fatta di amanti di caramelle balsamiche, fobici di rapporti seri, persone prive di curiosità e mordente??
Siamo sempre più ancorati alle nostre fantasie che non riusciamo più ad affrontare la realtà? O forse preferiamo vivere in questa realtà virtuale per non sentirci delusi e disillusi?
In un mondo in cui il cinico va di moda e i rapporti reali sono quelli finti e pieni di compromessi e menzogne mentre quelli virtuali sono puri e sinceri si può ancora pensare di potersi innamorare e che l’amore vinca su tutto?
È possibile innamorarsi virtualmente di una persona?
Queste domande se le pone una che viene definita “naif” dai barboni oppure Amelie dagli amici e in generale viene considerata una che va esattamente nella direzione opposta rispetto agli altri…un po’ come il cantante dei Verve in un famoso video.
Il “contatto fisico” è ancora importante ma siamo troppo pieni di tabù e non capaci di avere un confronto vero e paritario con l’altro sesso. Preferiamo accontentarci di un veloce contatto giocando a nascondino piuttosto che tentare di entrare in contatto profondo con l’altro. Così il contatto sarà piacevole quanto una caramella balsamica che, finito il suo effetto, lascerà solo l’amaro in bocca!
Io preferisco astenermi da questa tipologia di rapporti e puntare su un confronto di cervelli e anime, non mediato dalla fisicità. Un semplice scambio di idee, esprimere pensieri e sentimenti e ascoltare pensieri e sentimenti altrui. Lo so, sono proprio retrò!
Sarà anche la mia veneranda età, ma voglio che quel click, quella scintilla scatti prima di tutto nel mio cervello. Crediate sia possibile?
A me è successo. Un contatto virtuale e mentale ma appagante quanto (e forse più) di uno fisico. Vi starete chiedendo perché allora non ci sia stata un’evoluzione. Forse perché fisicamente non c’è attrazione, o perché si ha paura di restarne delusi o ancora perché vi è una sorta di patto tra i due che impone l’assenza di un coinvolgimento.
I rapporti reali, ascoltando le confessioni di alcuni amici, sono spesso vissuti come “doveri morali”. Si fa una cosa solo per senso del dovere, per l’apparenza, non perché fa piacere all’altro. Rapporti privi di amore, di rispetto e confronto paritario da cui si cerca di fuggire virtualmente e, a volte, anche realmente. Si dimentica il motivo per cui si sta insieme ma si continua a vivere in superficie un rapporto logoro e decrepito destinato a crollare. Ma perché? Non è meglio star soli arrivati a questo punto?
Certo ci sono le eccezioni. Rapporti reali e veri in cui il nostro Cupido lavora alacremente e non tenta di suicidarsi. Beati voi, davvero, perché siete baciati dalla fortuna.
Quindi, se non fate parte di questa fetta di “amici di Cupido”, credete sia meglio rifugiarsi in una “fiction”, fatta di virtualità, di riflessione, di sogni, di parole ma anche di illusioni (credute reali) oppure affrontare una realtà, fatta di amanti di caramelle balsamiche, fobici di rapporti seri, persone prive di curiosità e mordente??





